Nuvole

Progettualità

Per volontà di Mons. Carlo Canepa, Consigliere dell’Associazione Onlus, nell’estate 2009 la ditta “Borghi Drill” di Genova Arenzano, sotto le direttive del Geologo Walter Finco, ha effettuato i debiti sondaggi per le verifiche sulla consistenza dei terreni di fondazione e una conseguente perizia geologica nell’area circostante alla struttura ecclesiale che ha avallato la fattibilità di una complessiva messa in sicurezza dell’edificio. Le operazioni relative all’indagine geognostica del terreno erano state ritenute necessarie già nel 1970, ma non erano mai state eseguite.

Sulla base di tale studio e dei rilievi effettuati nel corso di vari sopralluoghi, l’Architetto Giovanni Battista Varese, referente della Curia di Genova per competenza tecnica, ha provveduto ad approntare diverso materiale progettuale, finora prodotto gratuitamente, concernente sia piante del complesso architettonico sia disegni in 3D provvisti di misure sufficientemente precise. All’oggi l’accessibilità della Chiesa è compromessa dalla pericolosità delle sue strutture costitutive ed è quindi molto difficile avere una visione d’insieme che consenta una realistica progettazione di recupero del manufatto.

Coadiuvato dall’Arch. Varese, il Gruppo di Lavoro ha ritenuto opportuno elaborare un progetto globale di recupero e di riconversione dell’intero fabbricato, in rispetto della sua valenza originaria di edificio religioso e in relazione al contesto socio-ambientale dell’Alta Val Borbera in cui è inserito. Si è ritenuto indispensabile puntare a un transito di persone, anche nella prospettiva di garantire un margine di autonomia economica, attraverso introiti regolari, al Bene architettonico una volta riconvertito. In tale ottica, potrebbe sembrare vantaggiosa la formula di “Casa per ferie autogestita”, provvista di un Centro Museale ovvero di una Sala Polifunzionale al piano terra (in quanto le dimensioni della Canonica si prestano utilmente a questi scopi), che permetterebbe almeno tutti i fine settimana di dare ospitalità a Gruppi Scout ed escursionisti che sempre più apprezzano gite che hanno come meta le zone dell’Appennino Ligure-Piemontese. La casa per ferie come formula edilizia potrebbe essere utilizzata anche per soggiorni estivi di più lunga durata. Grazie a un’autogestione della stessa, non verrebbero imposte onerose misure edilizie che ne limiterebbero altrimenti l’uso. Una simile destinazione potrebbe inoltre rispondere a una richiesta sempre crescente di «luoghi di spiritualità, centri di accoglienza e di ricerca nella fede» (cfr. Nota CEI 2003, n. 28) fondamentali per quanti si interrogano sul senso della propria esistenza.

Fra le idee di riconversione avanzate dal Comitato Direttivo dell’Associazione “Operazione San Rufino” Onlus non mancano proposte finalizzate a una utilità sociale dal profilo umanitario e umano ancor più pregnante e concreto cui tutti sono chiamati a contribuire.

Un tale luogo, debitamente ripristinato, ben si adatterebbe a ospitare una “Casa famiglia”, ovvero un “Centro di accoglienza/riabilitazione” a uso giovani, emarginati, anziani e persone afflitte da disagio fisico e mentale.

Altra nutrita “popolazione”, attualmente vulnerabile, che con grandi bisogni vive nel nostro Paese è quella dei migranti. Anche nei confronti di costoro, il progetto “Operazione San Rufino” potrebbe costituire una rilevante occasione di integrazione/qualificazione professionale/protezione della dignità umana.

Tutte queste ipotesi di riutilizzo della struttura canonicale si presterebbero a una ulteriore possibilità di riqualificazione umana”, come reinserimento nel mondo lavorativo di ex detenuti, un’altra categoria dei cosiddetti “ultimi” all’interno del tessuto sociale, con il patrocinio di Enti di profilo umanitario, anche a carattere internazionale.

Vorremmo offrire a molti la possibilità di contribuire a un progetto “edificante”…

Non perdiamone l’occasione!

Non si escludono ulteriori soluzioni di riconversione, attualmente in fase di verifica, che potrebbero risultare premianti in sede di richiesta di finanziamenti presso Fondazioni bancarie e regionali, Associazioni private e altri Enti di riferimento.

Prioritaria è innanzitutto la messa in sicurezza statica dell’edificio (scarico dei detriti, palificazione, ponteggi, consolidamento murario, rifacimento di tetto, solette, legature e finiture). Una relativa stima “spannometrica” dei costi si aggirerebbe intorno ai 400.000 €. Della struttura canonicale, oltre ai tre piani costitutivi, sarebbero da sfruttare altresì gli spazi degli scantinati e del sottotetto. Un trattamento a parte meriterebbero i piccoli edifici che sorgono in prossimità della Chiesa che, a loro volta, previa ristrutturazione, potrebbero essere oggetto di una ulteriore riconversione. A questo proposito, risulterebbe significativa la possibilità di interazione con la Soprintendenza e con il Sostentamento Clero.

Nell’ambito di un tale progetto sarebbe naturalmente auspicabile l’interessamento e il sostegno fattivo degli Enti amministrativi territoriali.

Si allegano alcuni disegni in formato pdf di proprietà esclusiva dell’Architetto G.B. Varese (pubblicati dietro esplicita autorizzazione dell’Autore, con divieto di utilizzo in qualsiasi forma senza il consenso dello stesso).

3D Chiesa di San Rufino Cerendero esterno1

3D Chiesa di San Rufino Cerendero esterno2

3D Chiesa di San Rufino Cerendero esterno3

3D Chiesa di San Rufino Cerendero interno1

3D Chiesa di San Rufino Cerendero interno2

3D Chiesa di San Rufino Cerendero interno3

3D Chiesa di San Rufino Cerendero interno4

3D Chiesa di San Rufino Cerendero sezione1

3D Chiesa di San Rufino Cerendero sezione2

 

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